Bonus formazione per le aziende con la Legge di Bilancio

Il bonus formazione 4.0 è valido anche per il 2019. Cambiano però la misura del beneficio e l’importo massimo fruibile da ciascuna impresa.

I beneficiari

Per favorire le piccole imprese, il credito di imposta relativo alle spese di formazione del personale dipendente sulle nuove tecnologie previste dal Piano nazionale Impresa 4.0 sarà modulato in misura decrescente secondo la dimensione dell’azienda.

Possono beneficiare dell’agevolazione tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Nuova veste per il bonus formazione 4.0 con un sostegno più deciso alle imprese di minori dimensioni.

Una disposizione al disegno di legge di Bilancio 2019, infatti, nel prorogare il beneficio anche per il 2019, “aggiusta” la misura dell’agevolazione, che non sarà più unica, uguale per tutte le imprese come nella formulazione attuale, ma sarà differenziata in funzione della dimensione dell’impresa: al crescere della dimensione diminuirà il bonus spettante.

Per l’attuazione della misura è autorizzata la spesa di 250 milioni di euro per l’anno 2020.

Nuova articolazione della misura

Una prima novità apportata con l’emendamento approvato dalla Commissione Bilancio della Camera alla disciplina del credito di imposta, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 (articolo 1, commi da 46 a 56), riguarda la misura dell’agevolazione. Per le spese sostenute dal periodo di imposta successivo al 31 dicembre 2018 (quindi, dal 1° gennaio 2019 per le imprese con esercizio coincidente con l’anno solare) l’intensità dell’aiuto sarà pari al:

  • 50% delle spese ammissibili, per le piccole imprese;
  • 40% delle spese ammissibili, per le medie imprese;
  • 30% delle spese ammissibili, per le grandi imprese.

L’attuale versione dell’agevolazione, che resterà in vigore per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2018 prevede, invece, che il credito d’imposta sia riconosciuto nella misura del 40% per tutte le imprese.

Importo massimo annuale

Un’altra modifica riguarda l’importo massimo che ciascuna impresa potrà ottenere per la formazione aziendale.

In base a quanto disposto dall’emendamento, nel 2019, il credito d’imposta resta confermato (come previsto dall’impianto normativo in vigore fino al 31 dicembre 2018) fino a 300.000 euro solo per le piccole e medie imprese, mentre per le grandi imprese il bonus spetterà nel limite massimo annuale di 200.000 euro.

Attività formative agevolabili

Nessun’altra modifica alla disciplina del credito di imposta è prevista dall’emendamento, che ai fini dell’attuazione del beneficio nel 2019 richiama le disposizioni del decreto interministeriale 4 maggio 2018.

Ai sensi di tale provvedimento, possono fruire dell’agevolazione tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Sono ammessi anche gli enti non commerciali a condizione che svolgano attività commerciali rilevanti ai fini del reddito d’impresa: il beneficio però si applica per intero anche se i dipendenti partecipanti alle attività di formazione (ammissibili) siano occupati solo promiscuamente in dette attività commerciali.

Ai fini della spettanza dell’agevolazione, non è richiesto che l’impresa sia beneficiaria di super/iper ammortamento. Sono escluse solo le imprese in difficoltà.

Il beneficio è applicabile alle attività di formazione finalizzate all’acquisizione e al consolidamento di competenze e conoscenze nelle seguenti tecnologie:

– big data e analisi dei dati;
– cloud e fog computing;
– cyber security;
– simulazione e sistemi cyber-fisici;
– prototipazione rapida;
– sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (Rv) e realtà aumentata (Ra);
– robotica avanzata e collaborativa;
– interfaccia uomo macchina;
– manifattura additiva (o stampa tridimensionale);
– internet delle cose e delle macchine;
– integrazione digitale dei processi aziendali.

Come precisato dal Ministero dello Sviluppo Economico nella circolare n. 412088 del 3 dicembre 2018, sono ammissibili anche le attività organizzate e svolte, in tutto o in parte, in modalità “e-learning”, cioè attraverso corsi e lezioni “on line”.

Le attività di formazione possono essere erogate anche da soggetti esterni all’impresa, purché gli stessi siano accreditati per lo svolgimento di tali attività presso la regione o la provincia autonoma in cui l’impresa ha la sede legale o la sede operativa.

Le attività di formazione possono altresì essere commissionate a università, pubbliche o private, o a strutture a esse collegate, nonché a soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali e a soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla disciplina europea.

Lo svolgimento delle attività formative nelle “tecnologie 4.0” deve essere espressamente disciplinato in contratti collettivi aziendali o territoriali, depositati, nel rispetto dell’articolo 14 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 151, presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente.

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